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Finizii Carmelita
Utima modifica il 18/01/2021 18:17:50
TheCity
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È opinione diffusa che la bellezza sia soggettiva, non misurabile. Ecco perché non si trova tra gli indicatori delle città intelligenti e del benessere urbano. Eppure la “Scuola della vita”, con sede a Londra e impegnata nello sviluppo dell’intelligenza emozionale, afferma che la bellezza della città è oggettiva e quindi calcolabile. Diverse ricerche hanno misurato l’incremento dell’indice di felicità correlato al vivere in una bella città. È anche oggetto di misura la caratteristica estetica della città percepita come segno di vitalità economica. In fondo la città è un orologio mentale, le cui ore sono scandite dal pendolo che oscilla tra gli investimenti per la manutenzione della sua bellezza e i danni, causati sia dal tempo, sia dai mostri che la deturpano imbrattando le facciate degli edifici e spargendo rifiuti ovunque. Come un diamante, la bellezza della città è un’identità per sempre. E la bellezza attrae l’innovazione. Ammoniva Platone che la città è ciò che è perché i cittadini sono ciò che sono. Quanto si chiede è di rispettare e valorizzare la natura della bellezza della loro città, plasmata dalle generazioni passate. Perché la città è anche natura: il terreno su cui è costruita, la pietra con cui è fatta. “La bellezza salverà il mondo”, scrisse Dostoevskij riandando col pensiero agli antichi greci; ma chi salverà la bellezza?